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AMERICA/NICARAGUA - Festeggiamenti in tono minore per l’Immacolata, a Leon le chiese sono rimaste chiuse

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Posted on: 12/12/18
Leon – La festa della "Gritería", nella solennità della Vergine Maria detta “la Purísima”, come viene chiamata in Nicaragua la festa dell'Immacolata Concezione di Maria, c'è una tradizione popolare che si tramanda dalla fine del secolo XVIII. La sera del 7 dicembre i fedeli escono a gruppi per visitare gli altari preparati in onore della Madonna in diversi punti della città, e alla fine tutti si ritrovano nella Cattedrale o nella chiesa principale del luogo. Durante il percorso si prega, si canta e qualcuno ripete una domanda ad alta voce: "Qual è la causa di tanta gioia'" e la gente risponde gridando: "La Concezione di Maria". Il gruppo quindi fa una sosta davanti all’altare preparato, si prega e si canta alla Vergine, a volte si mangia e si beve qualcosa, quindi si continua verso un altro altare.
Questa tradizione si continua a ripetere in tutte le città del Nicaragua e anche in altri paesi dove ci sono gruppi di nicaraguensi, come Stati Uniti e Costa Rica. Con il passare degli anni, ogni città ha contribuito ad arricchire questa celebrazione: a Managua si aspetta la mezzanotte per vedere i fuochi d'artificio che sono spettacolari; a Chinandega si esibiscono cantanti famosi e le chitarre sono protagoniste della musica locale; a Granada sono famosi gli altari di ogni quartiere, particolarmente belli e curati, in concorrenza fra i quartieri; a Leon gruppi di ballerini guidano i fedeli nella visita agli altari allestiti nei parchi di ogni zona, praticamente tutta la città scende in strada per celebrare la festa.
La festa di questo anno 2018 è stata tuttavia in tono minore: a Leon, dove l’immagine della Madonna di ogni altare veniva incorniciata con tantissimi fiori di tutti i colori, quest’anno l’addobbo è stato molto austero e semplice, con solo i colori blu e bianco della bandiera nicaraguenze, in segno di protesta per gli oltre 500 prigionieri politici detenuti dal governo.
L'Agenzia Fides ha ricevuto la testimonianza di un gruppo di nicaraguensi di Leon. Qui, a pochi metri dal luogo dove venne assassinato il 14 giugno, con un colpo di arma da fuoco al petto, un giovane ministrante, Sandor Dolmus, la sua famiglia ha aperto la casa per accogliere i fedeli. Ai piedi dell'altare dell'Immacolata c'era il ritratto di questo giovane di 15 anni, con uno sguardo fiero, la bandiera del Nicaragua e un'immagine del Santissimo pitturata sulla maglietta, simbolo della sua appartenenza al gruppo di quanti sono al servizio dell’altare. Sul marciapiede della piccola casa, situata nel quartiere di San Juan a León, c'erano i parenti di questa vittima della repressione, che pregavano e accoglievano i fedeli che arrivavano. "Doveva essere qui - ha detto una cugina -, se non fosse stato ammazzato il 14 giugno. Voleva indossare la sua tunica bianca, per assistere il Vescovo Bosco Vivas sull'altare maggiore della Cattedrale di Leon".
Alle 6 del pomeriggio Mons. Vivas ha aperto le celebrazioni, ma in confronto agli anni passati, quando non c'era spazio per camminare per la tanta gente, quest’anno 2018 la gente era veramente poca e si riusciva a vedere bene il gruppo dei militari che circondava la Cattedrale e la piazza davanti, per seguire da vicino i movimenti delle persone. Colpisce molto, secondo la nota pervenuta a Fides, il fatto che le chiese della città di Leon siano rimaste chiuse e siano mancati i segni della festa, nel giorno più sentito dal Nicaragua cattolico.



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